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venerdì 26 agosto 2016

Top all'uncinetto

E rovistando rovistando sono sbucati fuori tutti i miei lavori all'uncinetto di quando questo era il mio hobby preferito.
C'è stato un lungo periodo in cui, nel tempo libero, ho lavorato chilometri e chilometri di filo, da cui sono scaturiti centri e centrini di varie dimensioni, pizzi per lenzuola ed asciugamani, coperte, tende, cuscini, che ho ritrovato ordinatamente riposti, avvolti in carta velina e chiusi in scatole.
Sono consapevole che ormai sono tutte cose inutilizzate ma ... dopo tanto lavoro dovrei forse disfarmene? Giammai! così sono finiti nel reparto delle cose da traslocare.

Quando mi sarò sistemata forse riuscirò a mostrarvi qualcuno dei miei lavori dei quali -devo ammettere- ero a suo tempo molto soddisfatta.


E ho ritrovato anche questo: un top all'uncinetto che avevo fatto per me tanti anni fa, quando ero molto più giovane e snella.

Mia figlia si è prestata ad indossarlo per farmi da modella e, poichè è esattamente della sua taglia voglio sperare che almeno questo non finirà di nuovo in fondo ad un cassetto.



giovedì 18 agosto 2016

Rovistando ...



Ormai da mesi sto rovistanto in armadi e cassetti, facendo una cernita fra " ... questo lo conservo  ... questo lo butto ..." stipando scatoloni su scatoloni di indumenti, suppellettili, oggetti, libri,   in vista di un prossimo trasloco, ormai diventato imminente.
Avete un'idea di quello che si riesce ad accumulare in una casa, quando ci si è vissuto per quasi 47 anni? Quando poi la suddetta abitazione è singola e molto grande e per il futuro ci si dovrà adattare in un appartamento che è metà di quello spazio, è giocoforza operare drastici tagli a tutto il suo contenuto, non solo in termini di arredamento ma anche di  tutto ciò che fa parte del corredo di ricordi di una intera vita matrimoniale.


Chi non l'ha provato non può credere a quello che può scaturire dalle profondità di armadi, cassepanche e cassetti, oltre che dai meandri della soffitta: cose obsolete e dimenticate da tempo ma che ora risvegliano ricordi, belli o brutti, ma sempre importanti testimonianze di vita.
Senza la collaborazione dei miei figli non avrei mai saputo districarmi nel caos che questo "frugare" nel passato ha provocato e senza la loro ferma determinazione sarei ancora disperatamente aggrappata a tutte le mie cose che ancora adesso non vorrei "mollare".



E' stata una scelta molto sofferta quella di cambiare casa, ma una scelta obbligata perchè già da qualche anno non sono più in grado di gestire uno spazio così grande e soprattutto non sono più in grado  di salire le scale, a causa della mia salute sempre più precaria.
Stress, insonnia continua e lacrime ... ebbene sì, anche molte lacrime, mi accompagnano da mesi in questa dolorosa operazione, ma ormai "il dado è tratto" e presto inizierò la mia nuova vita in un luogo che per il momento sento ancora estraneo ma che spero riuscirò ad amare come ho visceralmente amato la casa che sto lasciando.

domenica 14 agosto 2016

Buon Ferragosto



Con il frutto più allegro dell'estate

ovunque voi abbiate deciso di trascorrerlo

vi auguro un rilassante e


felice Ferragosto


domenica 7 agosto 2016

Non è compito mio.

In questa sonnolenta domenica d'agosto, con tutti i blog chiusi per ferie o languenti nell'inerzia estiva, (come sta accadendo anche a questo mio blog), giusto per scrivere qualcosa voglio raccontarvi una storiella che sicuramente già tutti conoscete, che potrà anche strappare un sorriso ma non è scevra da un pizzico di amarezza, perché purtroppo rispecchia la realtà dei fatti.


Questa è la storia di 4 persone chiamate OGNUNO, QUALCUNO, CIASCUNO, NESSUNO.

C’era un lavoro importante da fare e OGNUNO era sicuro che QUALCUNO l’avrebbe fatto.
CIASCUNO avrebbe potuto farlo, ma NESSUNO lo fece.
QUALCUNO si arrabbiò perché era un lavoro di OGNUNO.
OGNUNO pensò che CIASCUNO poteva farlo, ma NESSUNO capì che OGNUNO non l’avrebbe fatto.
Finì che OGNUNO incolpò QUALCUNO perché NESSUNO fece ciò che CIASCUNO avrebbe potuto fare.

giovedì 21 luglio 2016

Fane Alm a Valles


Alto Adige, sopra Rio di Pusteria. Non ero più andata su a Fane Alm dal lontano 1987. E quante volte, nei 12 anni in cui abbiamo avuto casa in un paesino all'inizio della Val Pusteria, abbiamo attraversato quello che noi chiamavamo "il paese di legno" diretti alla Brixner Hütte (Rifugio Bressanone) per poi fermarci al ritorno, stremati di fatica, a ritemprarci con una fetta di strudel e un bicchiere di latte fresco appena munto.



Dopo tanto tempo, in una sorta di pellegrinaggio nei miei luoghi del cuore, ci sono tornata a luglio dell'anno scorso, in una bellissima ed assolata domenica, e nel rivedere quei luoghi amati sono stata assalita da una grande commozione.



Negli anni della mia gioventù, con mio marito e i miei bambini, affrontavo spavalda il lungo cammino, con scarpe da trekking e zaino in spalla ... stavolta mio marito e i miei figli mi ci hanno portata ... con la sedia a rotelle, ma rivedere quei luoghi è stata ugualmente una emozione indicibile... un misto di gioia e tristezza. Gioia nel ricordo del bel tempo che fu, tristezza nella consapevolezza che non potrò mai più ripetere gli exploit di un tempo.



Quel giorno lassù fra le malghe di Fane Alm c'era una festa campestre, una folla di gente che saliva a piedi per la stretta stradina tutta tornanti, un'orchestrina che suonava allegri motivetti tirolesi, gente che ballava. Ed era tutta una gara per accaparrarsi un tavolo dove farsi servire un boccale di birra e i tipici piatti alto-atesini.