Entra anche tu NEL MONDO DI KRILU',
un viaggio nel mio mondo che potrai continuare visitando anche
il mio sito

mercoledì 5 ottobre 2016

Scalogno di Romagna


E' ancora tempo di conserve quindi nella mia cucina continuano i lavori per arricchire la dispensa e stavolta mi dedico allo Scalogno di Romagna da conservare sott'olio.


Dovete sapere che non è così facile trovare il vero scalogno di Romagna e finché mio marito ed io ci siamo presi cura del nostro orticello seguivamo il ciclo completo del prodotto, dall'interramento del bulbo a novembre, alla raccolta a giugno, fino alla conservazione sott'olio, una volta che il prodotto si fosse ben asciugato al sole.
Ora c'è un signore gentile che lo coltiva nel forlivese e tutti gli anni ci procura una cassettina del vero scalogno di Romagna che, badate bene, non è la stessa cosa dello scalogno francese, molto più facile da trovare in vendita e, secondo noi romagnoli, molto meno pregiato.
Lo Scalogno di Romagna si differenzia dalle altre tipologie di scalogno per colore, sapore e aroma, che è più forte e profumato della cipolla e più dolce di quello dell'aglio. I suoi bulbi, avvolti in una buccia molto coriacea, si presentano di forma regolare (a fiaschetto) ed hanno dimensioni non superiori ai 2 cm. mentre lo scalogno francese è più grosso.


La zona tradizionale di produzione dello Scalogno di Romagna IGP comprende i comuni di Brisighella, Casola Valsenio, Castel Bolognese, Faenza, Riolo Terme e Solarolo in provincia di Ravenna; Modigliana e Tredozio, in quella di Forlì-Cesena; Borgo Tossignano, Casalfiumanese, Castel del Rio, Castel Guelfo di Bologna, Dozza, Fontanelice, Imola e Mordano nel bolognese.

Una particolare caratteristica dello Scalogno di Romagna è che non fa fiori, e quindi non c'è scambio di pollini nè di patrimonio genetico. Non è emozionante pensare che conserva ancora il suo corredo genetico di quando fu portato in Europa da Ascalona in Palestina migliaia di anni fa?
E' quindi fondamentale per la sua sopravvivenza conservare una parte dei bulbi dell'anno da poter piantare per ottenere una nuova produzione nell'anno successivo, altrimenti il tipico Scalogno di Romagna scomparirebbe.

Questa è la mia ricetta per lo


Scalogno di Romagna sott'olio


Occorrente:

Kg.1 di scalogno sbucciato
hg. 3 di sale grosso
aceto di vino,
olio di semi q.b.


Dopo aver liberato i bulbi dalla loro corteccia (operazione piuttosto complessa) metterli per 12 ore sotto sale in un contenitore con coperchio.
Liberarli dal sale (senza lavarli) e metterli a bagno per 3-4 ore in aceto (se è troppo forte allungarlo con vino).
Dopo averli tolti lasciarli scolare per un'ora in un colapasta, poi asciugarli con un canovaccio pulito e disporli nei vasetti di vetro, coprendoli con olio di semi e facendo in modo che restino ben sommersi.

Sono molto indicati come accompagnamento per il bollito.



16 commenti:

  1. Risposte
    1. Grazie Marina. Sono buonissimi, o per lo meno a noi piacciono molto.

      Elimina
  2. Cara Krilù, che bello vedere che ancora si conservano le vecchie tradizioni!!! Ciao e buona serata cara amica.
    Tomaso

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Caro Tomaso, le vecchie signore come me ancora cercano di mantenere le tradizioni di un tempo, anche se non so per quanto tempo ancora ci riuscirò.
      Ti auguro una buona serata.

      Elimina
  3. Brava, Krilù! Il tempo dedicato alla cucina e, soprattutto alle conserve, è sempre tempo ben speso e che dà un sacco di soddisfazioni!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Condivido il tuo pensiero Silvana: è una bella soddisfazione vedere file di vasetti ben disposti sugli scaffali della dispensa.
      E ancor maggiore soddisfazione poi è portarli in tavola.
      Un caro saluto.

      Elimina
  4. Ti ringrazio per queste tue dritte sullo scalogno, e per la ricetta, adesso farò attenzione quando lo compro, non sapevo tutte queste cose. Un saluto a te Stefania

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Stefy, mi fa piacere se con questo post ho potuto farti apprezzare le doti dello Scalogno di Romagna.
      Un caro saluto.

      Elimina
  5. Come sei brava!!! Non sapevo che esistesse questa varietà. Un caro saluto.

    RispondiElimina
  6. Un post molto interessante.
    Serena giornata.

    RispondiElimina
  7. Mamma mia Carla quante ne sai!!!!!!! Un prodotto eccellente, complimenti!!!!!
    Emi

    RispondiElimina
  8. La Romagna è terra ideale per tante prelibatezze della cucina !

    RispondiElimina
  9. Accidenti che prelibatezza!!! Non lo conoscevo !!! E come si riproducono se non fanno fiori???

    RispondiElimina
  10. Lo scalogno una via di mezzo tra cipolla e aglio? Non lo sapevo... io leggo "scalogno" nelle ricette e metto cipolla (non lo compro mai, infatti). Però è bello che ci siano zone di produzione specifiche per conservarne la purezza e anche pensare che sia così antico.
    Grazie Krilù, buona serata :)

    RispondiElimina
  11. Ciao Krilù,
    sono passata per lasciarti un caro saluto e un abbraccio.
    Ciao
    Luci@

    RispondiElimina
  12. Ciao Carla ... come stai!
    Sono passata per lasciarti un saluto e un abbraccio
    a presto
    : )

    RispondiElimina

Vi prego di scusarmi se non sempre riuscirò a rispondervi e Vi ringrazio fin d'ora per la gradita visita e per i commenti che vorrete eventualmente lasciarmi.