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martedì 16 ottobre 2012

Andar per funghi

Diciamolo pure: andar per funghi è un’arte. Piuttosto difficile, che non si improvvisa, ma che si può imparare.
Certamente è vero che, specialmente per i meno esperti, esistono dei rischi gravissimi e la prudenza non è mai troppa. Anche perché i funghi sono bravissimi a confondere le idee e, accanto a specie prelibate, non è raro trovarne altre simili per colore e forma, ma del tutto indigeste. Va però detto che quelli che contengono sostanze velenose mortali sono veramente un numero ridotto, rispetto alla grande quantità di specie esistenti.
Comunque, poiché subire le conseguenze della ingestione di funghi tossici o velenosi, anche se non mortali, non è certo gradevole, in tutte le città esiste un Servizio Micologico al cui controllo il raccoglitore inesperto o dubbioso potrà sottoporre il frutto delle sue ricerche. Dopodiché potrà tranquillamente abbandonarsi alla delizie gastronomiche che un buon piatto a base di funghi sa riservare anche ai palati più esigenti.



Cantharellus cibarius (finferlo o gallinaccio)


Mai affidarsi alle prove suggerite dalla tradizione popolare per riconoscere la commestibilità dei funghi. Queste le credenze più comuni, ma prive di qualsiasi validità:
- si dice che cucinando i funghi insieme ad un oggetto d’argento, questo, in presenza di sostanze velenose diventerà scuro;
- si dice che anche i funghi più squisiti diventino velenosi se cresciuti vicino a rottami di ferro;
- si dice che tutti i funghi cresciuti sul legno sono commestibili;
- si dice che tutti i funghi parzialmente mangiati dagli animali sono commestibili;
- si dice che un fungo velenoso che venga a contatto con funghi commestibili li farà automaticamente diventare velenosi. (Questo contatto può in effetti diventare pericoloso qualora frammenti o spore di un fungo velenoso rimangano fra i commestibili).




Amanita cesarea (ovolo buono)


Ma cosa sono esattamente questi misteriosi frutti della natura, volgarmente conosciuti come funghi?
Degli organismi delicatissimi che per crescere e moltiplicarsi hanno bisogno di condizioni propizie fatte di un giusto grado di umidità e calore, di zone protette e spesso addirittura nascoste, di un particolare tipo di terreno e della vicinanza di piante adatte da cui ricavano il loro nutrimento.
Evidente è infatti la preferenza esclusiva di certe specie per determinate associazioni biologiche, in quanto il loro micelio fruttifica solamente in simbiosi con le radici o il tronco di una data pianta.




Boletus pinicola (porcino)


Sono piante strane i funghi, prive di fiori e di clorofilla, che fin dai tempi più antichi sono stati oggetto di molta curiosità e interesse.
La pianta vera e propria è quella sotterranea (micelio) mentre il fungo non è in realtà che il carpoforo o corpo fruttifero, portatore dei semi (spore) destinati alla propagazione della specie. Il micelio è costituito da filamenti (ife) che si espandono in ogni direzione e che convogliano le sostanze organiche nutritive dal substrato (humus, legno, concime, ecc.) al frutto.
Insomma i funghi hanno bisogno di un habitat specifico che è il bosco e, grazie al loro ruolo di demolitori di alcune sostanze, il bosco ha bisogno di loro. Sono un anello di fondamentale importanza nella catena biologica e ogni bravo fungaiolo lo sa: per questo ha imparato a rispettare ed apprezzare la natura.




Boletus satanas (porcino malefico)


Il vero appassionato, sia esso spinto da interesse puramente scientifico o più prosaicamente gastronomico, parte la mattina di buon’ora, procede lentamente e non si lascia sfuggire il minimo particolare, come il tipo di vegetazione di cui ha bisogno un determinato fungo e l’esposizione più favorevole che varia da specie a specie. Sono i trucchi del mestiere che si acquisiscono con l’esperienza.
Al principiante non resta che cercare di aggregarsi a qualche esperto cercatore, oppure buttarsi allo sbaraglio, mettendo in conto di tornare a casa col cestino vuoto. Ma anche in questo caso non sarà stata comunque una giornata persa, perché l’andar per funghi può anche essere un pretesto per passare piacevolmente alcune ore all’aria aperta in mezzo a paesaggi splendidi, riprendendo contatto con la natura. Ovvero l’occasione giusta per rendersi conto dell’importanza di salvaguardare l’ambiente, messo ormai in serio pericolo dalle scorrette abitudine comportamentali dell’uomo moderno.




Armillaria mellea (chiodini)


Andar per funghi può rappresentare un modo poco dispendioso per passare qualche giorno di vacanza e l’autunno è proprio il periodo giusto per concedersi qualche rigenerante week-end lontano dallo stress quotidiano. Non occorre cercare località prestigiose: tutta l’Italia è ricca di zone boscose e non è necessaria alcuna attrezzatura particolare. Bastano indumenti comodi, che non diano appiglio ai cespugli; calzature abbastanza alte e pesanti; un bastone col quale battere il terreno nel caso di funghi particolarmente nascosti tra l’erba, tenendo presente la possibilità di incontrare vipere; un temperino per la pulizia sommaria in loco dei funghi raccolti. Naturalmente non può mancare un cestino di vimini o di plastica rigida e areata, possibilmente a due scomparti, nel quale riporre separatamente i funghi conosciuti e quelli della cui commestibilità non si sia proprio certi, in attesa di miglior verifica. Evitare assolutamente di porre i funghi in sportine di plastica o borse flosce e non areate che, oltre ad impedire lo spandimento al suolo delle spore, facilitano lo schiacciamento e l’imputridimento del raccolto.




Macrolepiota procera (Mazza di tamburo)


Andar per funghi può rivelarsi, anche per il neofita, un piacevole passatempo, che va però praticato rispettando ben precise regole. E non mi riferisco solo all’obbligo di munirsi dei prescritti permessi e di osservare giorni, orari e quantità, regolamentati in ogni Regione da apposite leggi, quanto al dovere di astenersi da ogni inconsulta distruzione, tenendo presente che tutti i funghi, siano essi commestibili o velenosi, assolvono un loro importante ruolo nell’equilibrio biologico dell’ecosistema in cui sono cresciuti.
Quante volte, purtroppo, avventurandosi all’interno di un bosco, si possono seguire le tracce di chi ci ha preceduti, avanzando lungo un vandalico itinerario fatto di funghi calpestati o distrutti a bastonate, di tappeti di muschio divelti dal terreno, di frasche sradicate.
Se si trovano funghi sconosciuti o che non si ha intenzione di raccogliere, perché distruggerli? La bellissima Amanita muscaria, che tutti, ma proprio tutti, conoscono come velenosa, che male può fare se viene lasciata integra al suo posto?




Amanita muscaria


Fortunatamente nell’eterogenea famiglia di cercatori di funghi, più o meno esperti, più o meno predaci, più o meno rispettosi dell’ambiente in cui si muovono, ma comunque sempre spinti da un interesse prettamente gastronomico, c’è anche il cercatore disinteressato spinto da un interesse di carattere scientifico o semplicemente ecologico, capace di camminare per ore per il solo piacere di osservare e studiare queste multiformi creature che spuntano nel bosco; capace di esaltarsi davanti a un bell’esemplare, non importa se velenoso; capace di rallegrarsi se gli avviene di scoprire un vecchio, grosso porcino già roso dalle lumache e brulicante di vermi, che ben nascosto fra l’erba, è miracolosamente sfuggito alla caccia spietata di un esercito di fungaioli.




Boletus edulis (porcino)





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Questo mio articolo è stato pubblicato su:
GAM Gruppo Amici della Montagna
Anno XV N. 3 del novembre 2000

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Tutte le e immagini di questo post sono state reperite nel Web.

50 commenti:

  1. molto interessante il tuo post Krilù,alcune cose non le sapevo.
    Io adoro i funghi,ma lascio agli altri il piacere di raccoglierli.
    Buona serata

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  2. Ciao Krilù post piacevole ben detagliato, a me i funghi piaciono moltissimo ma non sono mai stato un esperto conoscitore per fortuna ho diversi amici che li raccolgono ma non li mangiano io sono sempre pronto ad acettarli ricambiando con qualche gentil pensiero.

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  3. sei come un'enciclopedia Krilu.
    Torno con calma...ciaoo per ora

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  4. bella lezione di botanica Krilù.
    una volta andavo per funghi ed era un vero piacere,ma in questo posto i boschi non sono così diffusi.Un abbraccio

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  5. Concordo con Gabe. Hai lasciato una lezione davvero interessante, sia dal punto di vista botanico sia da quello ecologico.
    per non parlare della sicurezza nel consumarli.
    Grazie, cara Krilù!
    Ciao,
    Lara

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  6. Fossi più bravo a scrivere, racconterei epiche e storiche avventure - rigorosamente altrui! - di ricerca funghi! :))

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  7. Ciao Kry, Bel post. Conosco molto bene i funghi, sono stato un gran appassionato, ma devo confessarti che non ne ho mai trovati tanti.
    Mi divertivo guardarli sui libri e conoscevo a memoria quasi tutti i nomi in latino. Ma aimè, sul campo non li vedevo mai.
    Ciao, grazie e buona giornata.

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  8. l'ho trovato molto interessante e corredato di bellissime foto!!!! ottimo articolo...buona settimana!

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  9. sei appassionata di funghi? Un articolo molto dettagliato..utilissimo!Un bacio

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  10. i funghi preferisco guardarli non mangiarli. sono così belli che è un peccato prenderli....
    sono convinta anche io che sia un'arte quella di saperli raccogliere e trovare

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  11. Bel post, ben fatto e molto esauriente! Mi piace molto andar per funghi, la gioia per me consiste non tanto nel raccoglierli, quanto nello scovarli e poi mi piace il bosco in questa stagione....ha un'atmosfera particolare.

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  12. Sono fortunata: i miei vicini di casa amano andare a cercar funghi e me li regalano volentieri eheheh! :)

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  13. Una vera enciclopedia.
    Grazie per questo post, io
    non li raccolgo, non sono in grado
    di riconoscerli, nemmemo dopo averti letto, ma li mangio :-))
    Ciao
    Loretta

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  14. I funghi sono veramente uno strano prodotto della natura! Non so riconoscerli, quindi per me molto meglio comprarli o mangiarli direttamente al ristorante :-)

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  15. Ciao Krilu' sono Emilio, un amico di blog di Simo, io scrivo poesie per diletto ....ma nella vita di tutti giorni sono un Ispettore Sanitario avente anche mansioni di Micologo. Quello che hai scritto è molto importante, aggiungerei anche questa informazione i Centri Micologici presenti in tutte le ASL d'Italia (operano oltre 2mila ispettori micologi) effettuato controlli "gratuiti" ai raccoglitori. Pertanto, basta avere un po' di pazienza e farli visitare a personale sanitario esperto poiche' non basta conoscere solo i funghi commestibili ma anche le modalita' di cottura e conservazione. Funghi comuni e raccolti soprattuto al nord Italia, parlo dei chiodini (Armillariella Mellea) ...questi funghi necessitano di prebollitura e lunga cottura. Io ho operato con il centro anti-veleni dell'Ospedale Niguarda di Milano e ti posso garantire che le intossicazioni da funghi provocano oltre la morte anche sindromi pesanti con gravi ripercussioni sulla persona. Un caro saluto Emilio

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  16. Mio marito è veneto e quando era giovane il papà lo portava a far funghi per cui lui sa riconoscere quelli buoni. A me piacciono tanto i porcini e i galletti.
    Bel articolo cara Krilù. Complimenti. Un abbraccio
    Erika

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  17. Ciao Krilù,quantecose interssanti nel tuo blo!
    GHrazi per avermi votato al Linky Party.
    Io amo i funghi ma non sono mai andata a cercarli!

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  18. Sono passata per un saluto e me ne vado con l'acquolina in bocca inebriata dal profumo del bosco
    :)
    Buona serata Rita

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  19. Ciao Carla,
    ti avevo mandato una mail di risposta, è arrivata?
    Bacio,
    Marina

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  20. Ciao Krlù, bellissimo post!!
    Ti auguro un buon fine settimana, a presto!
    Carmen

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  21. Il mio papà era un appassionato e fortunato cercatore di funghi, io un po' meno: riconosco bene solo porcini, mazze di tamburo e finferli.

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  22. Che post meraviglioso Krilù, i funghi sono incredibili...


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  23. Che articolo interessante Kry!

    Andar per funghi...da piccolina andavo, accompagnata naturalmente e si andava a caccia di porcini che io amo mangiare.

    Complimenti per la tua arte di appassionare i lettori.

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  24. Anch'io Lu adoro i funghi ma del piacere di raccoglierli ormai ho dovuto privarmene, però non ho rinunciato al piacere di mangiarli.

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  25. Tiziano, nemmeno io sono un'esperta conoscitrice, tranne che in teoria, perciò nella pratica mi fido solo di quelle 2-3 qualità che conosco molto bene.

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  26. Carla, mi rendo conto che quando un argomento mi appassiona non la finisco più e rischio di essere molto prolissa.

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  27. Graziella, ti sono grata per l' apprezzamento di questo mio articolo.
    Il mio territorio di ricerca funghi era in montagna, durante le vacanze. Ora non mi resta più nemmeno questa opportunità. :(

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  28. Grazie a te Lara, mi fa piacere che tu l'abbia apprezzato.

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  29. Grazie Adriano per le tue sempre gradite visite.

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  30. Ciao Adamus, nemmeno io nei primi tempi della mia "carriera" di fungaiola riuscivo a trovarne, e la cosa mi indispettiva moltissimo. Ma poi ho messo gli occhiali ... ah ah ah

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  31. Grazie mille Marina. L'articolo è frutto della mia conoscenza teorica e pratica, ma le foto -ahimé- le ho "grattate" sul Web, perché molto più belle ed esplicative delle mie.

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  32. Si Simo, appassionata sia nel cercarli che nel mangiarli.
    Purtroppo ora mi è rimasta solo la soddisfazione di mangiarli, perché a scarpinare su e giù per i boschi proprio non ce la faccio più. E non puoi sapere quanto questo mi dispiaccia.

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  33. Pupottina, da fungaiola io raccoglievo solo quei funghi commestibili che conoscevo bene; non ho mai sciupato un fungo incerto o velenoso perché, come ho scritto nell'articolo, ogni organismo vivente ha una sua ragione d'essere nell'ecosistema. E poi hai ragione tu, sono talmente belli da vedere!!

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  34. Proprio oggi ho sentito di quelle persone morte dopo aver mangiato funghi velenosi...

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  35. Marshall, mi fa piacere che tu l'abbia apprezzato. Grazie.

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  36. Davvero fortunata Anna.
    Ciao!

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  37. Grazie a te Loretta (Roseto). Fai bene a non raccoglierli se non li conosci più che bene. Anch'io, pur se in teoria potrei dire di riconoscerne molti ci vado molto cauta e mangio solo quelli di cui sono più che certa.

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  38. Fai benissimo Adriana; forse è la soluzione migliore.

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  39. Benvenuto nel mio blog Emilio e grazie per questa tua competente puntualizzazione sull'argomento funghi.
    Ho avuto il piacere di incrociarti più volte sul blog di Simo e di leggere i tuoi versi. Poi passo anche da te.

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  40. Grazie Erika. Anche per me i migliori sono i porcini e i galletti (che io chiamo finferli, alla maniera montanara).
    Ciaooo!

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  41. Ciao Kilara, votarti è stato un piacere.
    Meno male che i funghi è possibile mangiarli anche senza scarpinare per andare a cercarli.

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  42. Ciao Cavaliere. Un'esperta solo per quanto riguarda la teoria, nella pratica però sono sempre stata molto cauta.

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  43. Ciao Rita. Indimenticabile per me - ex fungaiola - il profumo dei funghi appena raccolti. Ancora me li sogno.
    Buonanotte.

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  44. Ciao Marina. Si, mi è arrivata anche la tua risposta. Poi ci risentiamo. Bacione anche a te.

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  45. Ciao Lella, quelli sono anche i miei preferiti.

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  46. Grazie Mirta, I tuoi disegni grafici sono sempre bellissimi.

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  47. Sei veramente tanto gentile Gianna. Grazie!

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  48. Ho sentito anch'io la triste notizia Sweet.
    Con i funghi non si scherza, per questo nell'articolo ho ribadito l'importanza di usare la massima cautela.
    Ciao!

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Vi prego di scusarmi se non sempre riuscirò a rispondervi e Vi ringrazio fin d'ora per la gradita visita e per i commenti che vorrete eventualmente lasciarmi.