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domenica 29 maggio 2011

Cittadino del mondo


Non so chi ne sia l'autore.
Questo pensiero/riflessione l'ho letto su una rivista, mi è piaciuto e ve lo ripropongo.


Il tuo Cristo è ebreo.
La macchina che guidi è giapponese,francese, tedesca, rumena.
La pizza che mangi è italiana.
Il cous cous è algerino.
La democrazia che sperimenti è greca.
Il caffè che bevi arriva dal Brasile.
L'orologio che porti è svizzero.
La camicia che indossi è indiana.
La tua radio è fabbricata in Corea.
Le tue vacanze sono turche, marocchine o tunisine.
Le cifre che usi sono arabe.
La scrittura che usi è latina...
E puoi ancora affermare che il tuo vicino è straniero?

19 commenti:

  1. Bellissime riflessioni, Krilù, le avevo postate anch'io e mi fa piacere che pensiamo allo stesso modo.
    Un sorrisone a te!

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  2. Come si può non condividere queste riflessioni cara Krilù.
    Se tutti si sentissero veramente cittadini del mondo, quante guerre e incomprensioni si potrebbero evitare.
    Per ora credo sia solo un sogno!
    Ma già! anche i sogni potrebbero avverrarsi, dobbiamo solo sperare.
    Tomaso

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  3. Troppo spesso ci facciamo trascinare in discorsi sull'integrazione, sull'accoglienza, sui pro sui contro, ecc. ecc., e troppo spesso dimentichiamo che dietro e dentro queste persone, i nostri vicini di casa,c'è un mondo, una vita, una casa che probabilmente nessuno di loro avrebbe lasciato se avesse potuto.
    E c'è anche una ricchezza che spesso non è minimamente considerata dalla societa' che li accoglie.
    Bellissimo pensiero!
    Un abbraccio!
    Dony

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  4. Tutti uguali e tutti cittadini del modo.Hasi fatto molto bene a sottolinearlo.
    Un saluto,Costantino

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  5. Ciao cara!!!

    Che bello entrare nella tua casetta e leggere riflessioni così profonde!!!

    Grazie!

    Ti auguro una splendida settimana!

    Un abbraccio. NI

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  6. E' vero Krilù, l'avevo letto anch'io e non ricordo chi l'ha scritto...una volta ho letto anche questo:

    Tu, che quando nasci sei viola,
    quando ti vergogni diventi rosso,
    quando ti arrabbi diventi verde,
    quando hai paura diventi bianco....tu dici a me che sono di colore?
    Un baciotto e buona serata. :)

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  7. Davvero un bel pensiero! Grazie Krilù, bentrovata a te! Un abbraccio!

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  8. Ed anche se qualche dato di partenza fosse errato, dovremmo sentirci lo stesso tutti fratelli!

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  9. Dovremmo imparare dai bambini. Aiuto un bimbo con qualche difficoltà a scuola. Lo vedo insieme con i suoi compagni che giocano, si parlano, scherzano,e sono di mille nazionalità diverse che per loro non significano nulla, tantomeno diversità.

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  10. Ciao Krilù, come dicevano gli antichi Indiani d'America: "Siamo tutti fratelli"
    Purtroppo i bianchi hanno compiuto un genocidio....
    Ciao cara e a presto!
    Lara

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  11. Bellissime parole e ancor di più sentirsi davvero cittadino del mondo!!
    Questa te la rubo!!
    Un abbraccio!!!
    :-))

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  12. Verissimo, nella nostra vita sperimentiamo frammenti di culture diverse e non ha davvero senso la discriminazione nei confronti dei nostri vicini stranieri. Mi trovo d'accordo con Ambra quando afferma che i bambini giocano indifferentemente con compagni italiani o di altre nazionalità, se non lo fanno spesso è a causa di pregiudizi inculcati dagli adulti. Ciao, Krilù!

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  13. mi piace molto,peccato che non sappiamo l'autore chi sia.
    E poi è verissima!
    buona giornata

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  14. "L'unica razza che conosco è quella umana" - Albert Einstein

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  15. ciao condivido questa riflessione.

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  16. Cittadini del grande villaggio globale chiamato Terra.

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  17. Care amiche e cari amici, vi sono molto grata per i vostri commenti dai quali si evince che siamo tutti sulla stessa lunghezza d'onda e di sentimenti.

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  18. Ciao Louise! Evviva questo bel girotondo ,quanto è bello e meraviglioso tutto il mondo! Tua Thelma ,baciiiii!

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  19. Certo Thelma, un bel girotondo di tutti i colori, perché citando Einstein: "L'unica razza che conosco è la razza umana".

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Vi prego di scusarmi se non sempre riuscirò a rispondervi e Vi ringrazio fin d'ora per la gradita visita e per i commenti che vorrete eventualmente lasciarmi.