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domenica 7 marzo 2010

Il sogno


Con questo mini-racconto, ho partecipato al Concorso indetto dal Comune di Ravenna Circoscrizione di Piangipane,

"Voci di Donna - Un racconto in 30 righe"
avente come tema "Il sogno"

Il racconto è stato selezionato per la lettura pubblica nel corso di una serata dedicata alle donne, che ha avuto luogo giovedì 5 marzo 2010 presso il Teatro Socjale di Piangipane.


IL SOGNO

“Svegliati Ginetta!” La voce perentoria della nonna, oltrepassando le barriere del sonno, frantumava l’ultimo sogno, che si dissolveva come una bolla di sapone, mentre la luce che entrava dalle imposte spalancate con foga, le feriva gli occhi.
Quando a svegliarla era la mamma il risveglio era meno traumatico, ché lei la svegliava con un bisbiglio e una carezza lieve sui capelli, e delle imposte apriva appena uno spiraglio, permettendole di abituarsi con gradualità alla variazione di luce. Ma anche in questo caso il sogno svaniva, lasciandole la vaga sensazione di essere stata defraudata di qualcosa che le apparteneva.
Ah come avrebbe voluto, almeno una volta, potersi svegliare con calma, quando il sonno avesse compiuto il suo tempo e il sogno fosse giunto a termine. Ma anche i bambini, nell’economia della famiglia contadina, avevano ben precise mansioni da svolgere e non era permesso poltrire nel letto.

E tanti erano stati i sogni interrotti, nel corso della sua vita, come quando, ormai ragazza, a svegliarla non erano più le voci della nonna o della mamma, ma il rombo minaccioso dei bombardieri o il fragore delle bombe.
In seguito, a strapparla al sonno, era stato il pianto dei suoi bambini e poi, per molti anni, il trillo insistente della sveglia, ché l’aspettava il lavoro in fabbrica.

E’ di nuovo una voce umana ora, una voce maschile, bassa e autorevole, quella che sta cercando di violare la barriera del suo sonno: “Apri gli occhi Ginetta! Svegliati!”
“No! - vorrebbe rispondere lei - Lasciami dormire!”. Ma il grosso tubo che da alcuni giorni si perde dentro la sua gola le impedisce di parlare. Allora stringe con forza gli occhi e, con determinazione, si aggrappa al suo sogno: è un bel sogno, e stavolta non permetterà a nessuno di portarglielo via.
La voce finalmente tace e mentre i picchi del diagramma, sul monitor a capo del letto, si trasformano in una linea piatta, Ginetta continua ad avanzare verso la luce che illumina l’orizzonte, sulla verde prateria fiorita del suo ultimo sogno.


© Carla Castellani

domenica 21 febbraio 2010

Buon Compleanno Faber


Il talk show "Che tempo che fa" condotto da Fabio Fazio su RAI Tre, dedica la puntata di questa sera a Fabrizio de Andrè, in occasione dei suoi 70 anni (li avrebbe compiuti il 18 febbraio).
Partecipano Dori Ghezzi e Cristiano De André il quale, accompagnato dalla band con cui è impegnato nella lunga tournée "De André canta De André" eseguirà dal vivo un medley e alcuni brani, tra cui "La canzone dell’amore perduto" eseguita a due voci con Laura Chiatti.

Sono certa che gli estimatori del grande Faber non vorranno perdere questa occasione.

martedì 16 febbraio 2010

Mostra: Fiori - Forlì

Ecco una mostra che non intendo assolutamente lasciarmi sfuggire!

"Fiasca fiorita" di Forlì (di autore ignoto)


"Fiori. Natura e simbolo dal Seicento a Van Gogh."

Sede: Musei San Domenico - Piazza Guido da Montefeltro - Forlì

Periodo: dal 24 gennaio al 20 giugno 2010


Considerata una delle più belle nature morte di tutti i tempi, la "Fiasca fiorita" di Forlì è un dipinto di cui non è stato ancora risolto il mistero. Non conosciamo il suo autore. I diversi nomi suggeriti (ad esempio Cagnacci) collocano il suo autore in un ambito artistico che ha come referente Caravaggio.
Probabilmente il quesito è destinato a rimanere irrisolto.
Una cosa però è certa: si tratta di un quadro eseguito non da uno specialista di fiori, ma da un grande maestro appartenente alla categoria, allora considerata la più prestigiosa, quella dedita alla rappresentazione della figura umana, alla pittura sacra, a quella di storia e al ritratto.
Attorno e a partire da questo capolavoro, nelle sale del Museo San Domenico di Forlì, si sviluppa una grande mostra che ripropone, da un punto di vista e con un approccio metodologico del tutto nuovi, la storia della pittura di fiori, tra il naturalismo caravaggesco e l'affermazione della modernità con Van Gogh e il simbolismo, giungendo fino alle soglie del Novecento, prima della comparsa delle avanguardie storiche.
I capolavori di Van Dyck, Brueghel, Cagnacci, Strozzi, Dolci, Cignani e di altri grandi pittori di storia che hanno eccezionalmente dipinto quadri di fiori, aiuteranno se non a risolvere, ad avvicinarsi al mistero, che è poi racchiuso nel segreto della sua straordinaria bellezza, della "Fiasca fiorita" di Forlì.
All'apice del Barocco, la fortuna del genere porterà alla nascita di una vera e propria specializzazione e alla frequente collaborazione tra pittori di figura e pittori di fiori.

"Un vaso di fiori sulla finestra di un harem"
Francesco Hayez, Milano - Pinacoteca di Brera


I 100 capolavori esposti dimostrano come i quadri di fiori o i quadri di figura dove l'elemento floreale assume un rilievo simbolico e formale eguale se non superiore abbiano raggiunto un'intensità e un'originalità estetiche assai superiori alla convenzionalità che caratterizza la pittura dei cosiddetti "Fioranti".
Rispetto al Settecento, quando il tema sembra diventare prevalentemente decorativo, l'Ottocento conosce una straordinaria ripresa. Mentre gli specialisti riducono la pittura di fiori a una produzione esclusiva e di grande qualità, ma inevitabilmente commerciale, sono proprio i protagonisti dei grandi movimenti della pittura moderna, dal Romanticismo al Realismo, dall'Impressionismo al Simbolismo, a reinventare il genere dandogli un nuovo significato.
Hayez, Delacroix e Courbet, Fantin-Latour, Leighton, Moore, Alma Tadema, Gauguin e Monet, De Nittis, Boldini e Zandomeneghi, Böcklin, Van Gogh e Previati saranno rappresentati con quadri di fiori o di figure caratterizzati spesso proprio dalla ripresa di motivi seicenteschi, ma ispirati soprattutto dalla volontà, tutta moderna, di scardinare la gerarchia dei generi. Ai valori del contenuto si sostituiscono quelli della forma, unendo a nuove valenze simboliche (come accade anche in letteratura, se solo pensiamo ai Fleurs du Mal di Baudelaire) la magia della pura visione dell'occhio dell'artista che registra le impressioni della natura e crea una nuova realtà superiore, quella dell'arte.

"Spring"
Franz Xaver Winterhalter (collezione privata)


Come la grande mostra canoviana del 2009, che ha riscoperto i fondamentali rapporti tra Canova e Forlì, anche questa volta la prima parte della rassegna intende approfondire gli interessi naturalistici nella società e nella cultura forlivese, mostrando il prestigio raggiunto a livello mondiale dal botanico Cesare Majoli (1746 - 1823). Le sue tavole illustrate di fiori saranno messe a confronto con i dipinti di alcuni dei maggiori "Fioranti" tra Seicento e Ottocento.

Orario di visita:
da martedì a venerdì: 9.30-19.00;
sabato, domenica, giorni festivi:
9.30-20.00. Lunedì chiuso.
5 aprile e 31 maggio apertura straordinaria.
La biglietteria chiude un’ora prima.

Informazioni e prenotazioni mostra:
tel. 199.199.111
http://www.mostrafiori.com

domenica 14 febbraio 2010

Acqua sorgiva


"Il ruscello della mia infanzia"
olio su tela della pittrice Carla Colombo è l'opera pittorica che, per gentile concessione dell'artista, ho scelto per illustrare nel mio sito questa poesia.




ACQUA SORGIVA


Trasuda

fra soffici muschi
nell’ombra incupita del bosco
la gelida vena sorgiva

Gorgoglia

frusciante zampilla
dal ventre del monte
raccolta in un’algida pozza

Trabocca

si spande in rivi sottili
lasciando l’umbratile forra

Fra lucidi massi politi
si muta in un garrulo rivo
scendendo sinuosa il pendio

Ora pigra
bisbiglia il suo viaggio
alle erbe fiorite
ai ciuffi di salice glauco

Ora lesta
e scrosciante si sfrangia
in creste di spuma ialina
accese in brillio di cristalli.


© Carla Castellani


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Opera classificata al 3° posto
al 21° Concorso di Poesia inedita - V Sezione
Comune di Faenza - anno 2006

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