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domenica 10 febbraio 2013

Art Journal Pages - gennaio

Leggendo questo post sul blog di Ninfa, mi sono fatta prendere. Allora sono andata a sbirciare anche qui sul blog di Monica ed ho azzardato che forse potevo provarci anch'io, pur se sono lontanissima dall'avere tendenze artistico-pittoriche.
Monica mi ha spiegato che non occorre avere particolari qualità artistiche per tenere una specie di diario illustrato e che va bene tutto, perché non ci sono regole.

Allora ho acquistato un maxi-quaderno a quadretti e quando mi sono trovata davanti alle pagine bianche mi è accaduto come quando ho aperto il blog: è adesso che cavolo ci metto?



Sono partita da una casetta col tetto coperto di neve (per fare la neve ho ritagliato della carta adesiva bianca che ho disposto anche lungo tutto il bordo inferiore) dal cui camino esce fumo a formare la scritta del mese/anno. Si è mai visto del fumo così azzurro? Avete ragione ma avevo provato col grigio ed era davvero molto triste.



Poi, armata di matita, biro rossa e nera e pastelli, che sono gli unici colori di cui dispongo, un giorno dopo l'altro ho inserito qualche disegnino, ahimè molto infantile, (ma lo avevo premesso che non so disegnare) e qualche sintetica frasetta, (lo spazio disponibile non è molto dovendo concentrare 31 giorni su due facciate.



Col trascorrere dei giorni, mi sono anche pentita più volte di aver preso con me stessa questo impegno, anche perché facendo una vita molto sedentaria non ho episodi memorabili da ricordare, ma siccome da bravo Capricorno sono cocciuta, ho tirato ad arrivare in fondo al mese.



Adesso che è terminato dovrei mostrarlo a Monica, che raccoglie i lavori delle aderenti, ma dopo aver visto il Calendar Journal Pages di gennaio realizzato da Ninfa e Monica, ho guardato il mio "compitino delle elementari" con occhio ancora più critico e ho deciso che non era proprio il caso di mostrarlo a chicchessia.



Alla fine, sollecitata da alcune "spintarelle" d'incoraggiamento, mi sono convinta a tirarlo fuori dal cassetto dove lo avevo confinato. Dopo tutto l'ho realizzato e quindi eccolo qua, i mio... "capolavoro", che accanto a quello di Ninfa, di Monica e delle altre, fa davvero una figura barbina. E se lo dico è perché lo penso davvero.

? ? ?

Intanto sono già passati i primi dieci giorni di febbraio e ancora non ho progettato la nuova pagina perché nutro seri dubbi sulla opportunità di proseguire in questo "giochino" che però, vi assicuro, è divertente. Lo farò? Boh ... si vedrà....

giovedì 7 febbraio 2013

Mostra: Borderline Artisti tra normalità e follia - Ravenna



BORDERLINE
Artisti tra normalità e follia
da Bosch all'Art Brut da Ligabue a Basquiat

Sede: MAR Museo d'Arte della città di Ravenna
Ravenna - Via di Roma, 13

Periodo: dal 17 febbraio al 16 giugno 2013



Nella cultura europea del XX secolo diversi protagonisti delle avanguardie e molti psichiatri  guardarono sotto una nuova luce le esperienze artistiche nate nei luoghi di cura per malati mentali.
Nel 1912 Paul Klee, in occasione della prima mostra del movimento artistico del Blaue Reiter aveva individuato nelle culture primitive, nei disegni infantili e in quelli dei malati mentali le fonti dell'attività creativa.
Nel 1945 Jean Dubuffet conia la nozione di Art Brut, avviando così una nuova epoca di ricerche in questo campo disciplinare.
Oggi il termine Borderline individua una condizione critica della modernità, antropologica prima ancora che clinica e culturale.
In questo senso la mostra, curata da Claudio Spadoni, direttore scientifico del MAR e da Giorgio Bedoni, psichiatra e psicoterapeuta,  intende esplorare gli incerti confini dell'esperienza artistica al di là di categorie stabilite nel corso del XX secolo, individuando così un'area della creatività dai confini mobili, dove trovano espressione artisti ufficiali ma anche quegli autori ritenuti "folli", "alienati".


Antonio Ligabue
Leopardo assalito dal serpente


Dopo un'ampia INTRODUZIONE INTROSPETTIVA, con opere di Bosch, Bruegel, Géricault e Goya, l'esposizione sarà organizzata per sezioni tematiche. Le creazioni di Art Brut saranno comunque una presenza costante nel percorso della mostra.

Nella sezione IL DISAGIO DELLA REALTA' verranno presentate importanti opere di artisti del calibro di Dubuffet, Tancredi, Wols, Appel, Jorn affiancate ai lavori di artisti dell'Art Brut, outsider della scena artistica per stabilire confronti sull'ambiguo confine tra la creatività degli alienati e il disagio espresso dall'arte ufficiale dell'ultimo secolo.


Salvador Dalì
Mostro molle in un paesaggio angelico


IL DISAGIO DEL CORPO proporrà una serie di lavori dove è protagonista il corpo, che diviene estensione della superficie pittorica e tavolta opera stessa nelle sue più sorprendenti trasformazioni come ad esempio nelle opere di Basquiat, Moreni, Zinelli, Rainer, Baj e Masson.

All'interno di RITRATTI DELL'ANIMA ampio spazio verrà dedicato al ritratto e soprattutto all'autoritratto, una delle forme di autoanalisi inconsapevole più frequente nei pazienti delle case di cura con opere di Kubin, Ligabue, Moreni, Sandri, Viani.


Sandra Tomboloni
Stanza dei bambini

La mostra proseguirà con una sezione dedicata alla scultura, LA TERZA DIMENSIONE DEL MONDO, con spettacolari sculture Art Brut, inediti di Gervasi e grandi manufatti di arte primitiva.

Infine nella sezione IL SOGNO RIVELA LA NATURA DELLE COSE, verrà definito l'onirico come fantasma del Borderline attraverso una selezione di opere di surrealisti come Dalì, Ernst, Mason, Brauner e dipinti di Klee, grande estimatore dell'arte infantile e degli alienati.


Paul Klee
Espressioni di un volto


lunedì 4 febbraio 2013

Krilù dall' A alla Z


In questo post vi presento un gioco che vorrei proporre a tutte/tutti voi.
Non si vince nulla e non si conquista nessun award ma può essere lo spunto per un post in un momento in cui siete un po' a corto di idee e nel contempo può servire a farvi meglio conoscere dai blogger con cui  quotidianamente interagite.

Si tratta semplicemente, per ogni lettera dell'alfabeto, di scegliere la parola più rappresentativa del vostro modo di essere e di spiegare brevemente il motivo della scelta.
Proprio così come ho fatto io.

A come AMICIZIA
un termine abusato ma quando è amicizia vera è un sentimento raro e prezioso.

B come BOSCO
un luogo dove trovo tanta serenità e dove mi rigenero.

C come CAFFE’
che deve essere caldo, forte e senza zucchero.

D come DOLCEZZA
una qualità che tutti mi hanno sempre attribuito, non so se a torto o a ragione.

E come ENIGMISTICA
uno dei miei hobby più amati e praticati: una palestra per mantenere in allenamento la mente.

F come FAMIGLIA
l’elemento più importante della mia vita.

G come GATTO
L’animale che preferisco fra tutti.

H come HOTEL
un luogo dove non mi piace stare.

I come INTERNET
che mi fa compagnia e dove ho fatto simpatiche conoscenze, non solo virtuali.

J come JULIE
la mia simpatica e graziosa vicina americana.

K come KRILU’
l’affettuoso nomignolo con cui mi chiamano alcuni amici, e che ho scelto come nickname.

L come LIBRI
il mio patrimonio più prezioso.

M come MONTAGNA
Il luogo del cuore, simbolo d’immensità, inno al Creatore.

N come NATURA
l’artista più sorprendente ed eclettico.

O come OROLOGIO
tangibile testimonianza della mia maniacale puntualità.

P come POESIA
la musica delle parole.

Q come QUADERNI
quelli dei miei figli che ho religiosamente conservato. Rileggere i loro pensierini di bimbi è come ritrovare un pezzo della nostra vita passata.

R come RICORDI
belli, tristi, gioiosi, drammatici, ma tutti da custodire gelosamente, perché rappresentano il sunto di una intera esistenza.

S come SPERANZA
che anche nei momenti più bui non deve mai mancare, perché aiuta a sopravvivere.

T come TAVOLA
meglio se imbandita: tipico luogo di socializzazione e gratificazione.

U come UMILTA’
qualità assai poco diffusa.

V come VECCHIONI
Roberto Vecchioni, il mio cantante preferito, da sempre.

W come WISTERIA
nome botanico del glicine, pianta che certamente non mancherebbe nel mio giardino, se solo ne avessi uno.

X come XENOFOBIA
un sentimento del tutto estraneo alla mia indole.

Y come YOGURT
insieme al caffè è l’elemento base della mia prima colazione.

Z come ZUCCHERO
indispensabile ingrediente di torte e dolciumi, di cui sono golosissima.





venerdì 1 febbraio 2013

Scroccadenti

Quando non c'era tanta disponibilità, come c'è adesso, di libri, riviste, blog, trasmissioni televisive, aventi come argomento la cucina, ci si affidava prevalentemente alle  ricette della tradizione, tramandate da madre in figlia oppure a ricette scambiate tra amiche o vicine di casa.

Ricordo che quand'ero bambina ed abitavo in campagna i dolci erano appannaggio esclusivo delle festività solenni o di speciali ricorrenze legate alla stagionalità, ed erano sempre gli stessi tipi di dolci che si alternavano sulla tavola.
Sconosciuti, almeno a casa mia, erano panettoni, pandori o colombe pasquali, che lasciavano il passo alle fragranze che scaturivano dalle cucine surriscaldate dove le "azdore" con le maniche arrotolate sopra i gomiti e un grembiale bianco immacolato si affannavano fra il tagliere e il forno della cucina a legna, assediate dai bambini di casa che cercavano di carpire almeno un pezzettino di impasto crudo.

A me piace molto preparare dolci e torte, sperimentando tante nuove ricette, ma durante le festività testé trascorse ho voluto dedicarmi anche alla preparazione di uno dei tipici dolci che avevano rallegrato  la mia infanzia durante le feste: gli scroccadenti, che noi chiamavamo "al past sechi" (le paste secche).
Ho così riesumato il vecchio quaderno dove la mia mamma aveva annotato le sue ricette, più per trasmetterle a me che per sua necessità, dato che le eseguiva a memoria e ad occhio. Mai ho visto lei o le altre donne della mia famiglia usare una bilancia per misurare gli ingredienti, che risultavano comunque sempre perfettamente dosati:  "ci metto un po' di questo, un goccio di quello, una manciatina di quest'altro ..." diceva, e per fortuna che nel quaderno aveva indicato quasi per tutte le ricette le quantità in grammi e non a occhio ...!




Occorrente:

g. 500 di farina 00
g. 500 di zucchero
4 uova
g. 200 di mandorle (con la pellicina)
una bustina di lievito in polvere  per mezzo chilo


Preparazione:

Sul tagliere impastare farina, zucchero, lievito e uova e incorporarvi le mandorle tagliate a metà nel senso della lunghezza.



Dare all'impasto la forma  di due filoncini lunghi e stretti e disporli sulla teglia da forno ricoperta con un foglio di carta oleata.


Cuocere in forno preriscaldato a 180° per circa 30 minuti.


Togliere i filoncini dal forno, lasciando il forno acceso, e tagliarli a fettine. Spruzzare le fettine con alchermes, disporle sulla teglia da forno e infornare nuovamente per altri 10 minuti.



Questa la tradizionale ricetta di famiglia, ma in questo modo le fette ottenute risulteranno alquanto secche (non per nulla si chiamano "scroccadenti"). 

Volendo ottenere fettine più morbide (non tutti hanno ottime dentature), al momento di infornare per la seconda volta spegnere il forno e lasciarle dentro con lo sportello chiuso, finché il forno non si sarà raffreddato.